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Sulle pensioni no alla guerra tra poveri.

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Sulle pensioni no alla guerra tra poveri. L'intervista di Carla Cantone a l'Unità. I nuovi pensionati sempre piu' poveri "Importante il tavolo aperto da Poletti. Sia riconvocato prima di Natale"

Intervista di Massimo Franchi

 Roma, 4 dicembre 2015I pensionati in Italia nel 2014 sono 16,3 milioni. In un anno sono calati di ben circa 134mila, ancora effetto della riforma Fornero che ha allungato l'età da raggiungere.

Altro effetto della riforma e del passaggio al regime contributivo (o misto) è il fatto che il reddito medio dei nuovi pensionati (13.965 euro) è assai inferiore a quello di chi era già in pensione (17.146).

b_350_300_16777215_00_images_varie_poletti_cantone.jpgIn generale gli assegni sono assai modesti: il 40.3% dei pensionati percepisce un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, un ulteriore 39,1% tra 1.000 e 2.000 euro; il 14.4% riceve tra 2000 e 3000 euro mentre la quota di chi supera i 3.000 euro mensili è pari a 6,1% (4,7% tra 3.000 e 5.000 euro; 1.4% oltre 5.000 euro).

Il rapporto Istat disegna uno scenario pauroso che si va a sommare con le stime del presidente dell'Inps Tito Boeri : i giovani andranno in pensione a 75 anni e con assegni da fame.

«Questo a testimonianza del fatto che la povertà è generalizzata, parimenti di giovani e anziani: il punto non è fare a gara fra chi è più povero ma riuscire a cambiare la situazione dando prospettive di lavoro ai giovani e rivalutando degnamente le pensioni degli anziani, bloccando sul nascere le voci che parlano addiríttura di chiedere indietro una parte dei soldi, si parla di 78 euro, della rivalutazione dello scorso anno a causa della bassa inflazione», denuncia Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil.

Carla Cantone, eppure c'è chi dice: gli anziani almeno hanno una casa, hanno un reddito complessivo maggiore e quindi stanno relativamente meglio dei giovani... «L'ho detto anche a Boeri: non si può dire una cosa del genere! Gli anziani spendono migliaia di euro in cure e salute, a cui molti hanno dovuto rinunciare. In più se non avessero la casa dovrebbero pagarsi l'affitto. Ripeto, fare la gara a chi è più povero è sbagliato: uniamoci per risolvere i problemi.

Noi come pensionati negli ultimi 18 anni abbiamo perso il 30 per cento di potere d'acquisto, una cifra inaccettabile e spropositata. Anche i dati Istat, come quelli Ocse, ci portano a dire che è venuto il momento di cambiare, di invertire la rotta e di ridare soldi in tasca ai pensionati.

Ci sono tanti politici che usano i pensionati per farsi pubblicità o litigare fra di loro: si mettessero assieme per cambiare la Fornero e aumentare le rivalutazioni.

L'ultimo governo che lo fece fu quello Prodi con la famosa quattordicesima.

Era iI 2007, no? «Sì, e Berlusconi la cancellò. Poi sono arrivati Monti e Fornero con i disastri della Riforma e il blocco delle rivalutazioni. Un blocco, lo voglio ricordare, che Monti voleva imporre a partire da una volta e mezzo dell'assegno minimo e solo noi sindacati, con una mobilitazione unitaria, riuscimmo a imporre che il blocco partisse da tre volte il minimo. Poi Letta innalzò la soglia a 5 volte il minimo, ma i danni provocati in due anni sono stati fortissimi.

E ora col governo Renzi voi dei pensionati siete gli unici sindacati che avete un tavolo di confronto aperto: quello col ministro Poletti. Che cosa credete di riuscire ad ottenere? Si. Renzi non ci ha dato gli 80 euro ma qualche cosa l'abbiamo già ottenuta. Per la legge di stabilità ad esempio abbiamo già ottenuto un principio molto importante: la parificazione della cosiddetta "No Tax area" (la soglia di reddito annuale sotto la quale non si pagano aliquote. Ndr) rispetto ai lavoratori dipendenti: una differenza che, sebbene sia poca cosa (dagli attuali 7.750 euro a 8 mila euro, Ndr) era un graffio pesante alla giustizia sociale.

Ecco, il governo ha deciso di equiparare dal 2017, noi abbiamo chiesto di anticipare al 2016 e in Parlamento c'è un emendamento per anticipare al 2016: approvarlo con parere favorevole del governo sarebbe un bel segnale per tutti i pensionati».

Sulla rivalutazione invece cosa chiedete a Poletti? «Quest'anno abbiamo fatto già alcuni incontri per preparare il nuovo sistema di rivalutazione che andrà in vigore dal 2017. Siamo in attesa di una nuova convocazione da parte del ministro Poletti: sarebbe utile incontrarsi prima di Natale. Il problema di fondo è comunque sempre lo stesso: i pensionati non possono essere trattati come negli ultimi 10 anni».

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