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b_350_300_16777215_00_images_carla_saluto_per_sito.jpgRoma, 12 gennaio 2016Care compagne e compagni,
siamo arrivati alla penultima tappa del percorso che abbiamo avviato il 15 dicembre scorso.
La prossima tappa sarà l’elezione del nuovo Segretario generale.
Oggi abbiamo avuto il compito di avviare le procedure per il cambio del Segretario generale.
La proposta sarà avanzata ai Saggi dal Centro regolatore, la Cgil.
Come vi ho già detto ci sarà una proposta da parte del Segretario generale Cgil, Susanna Camusso, che io condivido, che tutta la Segreteria nazionale condivide.
E’ una bella soddisfazione, al di là dello Statuto, avere una proposta condivisa, perché significa avere tutti un grande senso di responsabilità e di unità della Cgil e dello Spi.
Sono molto, molto contenta.
Ora che Susanna, Baseotto ed io, abbiamo svolto, ognuno per la propria responsabilità, un lavoro importante, tocca a voi, a questa Assemblea fresca di nomina, e ne approfitto per fare a tutti voi gli auguri per il ruolo che vi è stato consegnato, tocca a voi, quindi, a questo gruppo dirigente, dare il giudizio sulla proposta durante la consultazione e successivamente, il 3 febbraio con il voto segreto.
Io lascio la segreteria generale dello Spi cinque mesi prima della scadenza statutaria perché i nuovi compiti in Europa, in qualità di Segretario generale della Ferpa, sindacato unico dei pensionati, mi impegnano moltissimo e poi troppi incarichi in contemporanea, fano male alla salute mia, dello Spi e della Ferpa.

Sono arrivata allo Spi oltre sette anni fa e non immaginavo di appassionarmi così tanto alla categoria, a tutti voi, a tutte le compagne e i compagni nazionali territoriali e delle Leghe che ho conosciuto, ai tanti uomini e donne che ho incontrato e rincontrato.
I rapporti sindacali di lavoro e personali con tutti voi (ad eccezione di qualche spiacevolissimo caso che abbiamo dovuto allontanare giustamente dal sindacato e che non vale la pena ricordare), sono sempre stati rapporti splendidi, mai di convenienza, mai burocratici, mai strumentali, mai ipocriti.
Ho trovato in tutti voi, sia quando eravamo d’accordo, sia quando non eravamo d’accordo, Rispetto, Affetto, Amicizia da me ricambiata.
Il Rispetto è un sentimento di stima e di considerazione verso le persone.
Il Rispetto è un sentimento di riguardo verso la dignità e il valore altrui.
Il Rispetto è comprendere le diversità di opinione, cercare di capirle, e quando non si condividono, dimostrare di saperle accettare.
L’Affetto è un intenso sentimento di amicizia, di amore e di sincerità, nel bene e nel male.
L’Affetto non è un obbligo statutario, ma una manifestazione che viene dal cuore, prima che dalla testa.

L’Amicizia è la somma del rispetto e dell’affetto che insieme formano il grande sentimento dell’amicizia, quello che sostiene il legame fra persone che si comprendono e si sopportano e che insieme, senza mai tradirsi portano avanti valori sogni e obiettivi comuni.
Nella società dell’individualismo e del palcoscenico della politica, non c’è molto posto per il sentimento dell’amicizia, ma nello Spi sì.
Nello Spi, in ogni Spi, ho incontrato il valore dell’amicizia senza pagare dazio, senza costi aggiuntivi, ho incontrato della stima a prescindere, dell’affetto e della solidarietà, senza mai cadere nella retorica.
La sincerità del rapporto con tutti voi, anche quando non sono riuscita a soddisfare le vostre aspettative e soprattutto le aspettative di chi rappresentiamo, è stata la più grande e sincera prova di amicizia e di rispetto reciproco.
Quando si determinano questi sentimenti è difficile scordarsene.
Infatti non vi scorderò mai.
Anche perché, è vero che vado a Bruxelles, ma rimango, attraverso la politica europea, ospite dello Spi al 4° piano e continuerò ad essere una vostra compagna di viaggio e presente per dovere statutario e politico della Ferpa, negli organismi dei direttivi Spi e Cgil.
Quindi la “Forza del nostro viaggio” prosegue, ieri in Italia, oggi in Europa.
Quindi non vi libererete di me.
Abbiamo fatto molte battaglie insieme, alcune le abbiamo vinte, altre le abbiamo perse, ma continuiamo a non rinunciare a combattere per ottenere risultati positivi, per cambiare le cose, per sostenere la piattaforma unitaria.
Per portare a casa buoni risultati sulle pensioni attraverso il confronto aperto con il Ministro del Lavoro. E’ stato faticoso conquistare il Tavolo, non facciamocelo scappare. Troviamo le mediazioni necessarie, come abbiamo fatto con il Protocollo Anci e come stiamo facendo con l’Inps per modificare e rafforzare le relazioni sindacali con l’Inps.
La No Tax Area riporta pari dignità fra attivi e pensionati che Berlusconi aveva tolto, e questo è un risultato tutto nostro da non sottovalutare.
La crisi passerà e noi saremo ancora qui, con il nostro Spi, con la nostra Cgil, con Fnp e Uilp, a continuare la lotta sindacale, quella lotta che ci ha preso per mano quando eravamo ragazzi e ragazze del ‘900, guidandoci attraverso i sentieri a volte inesplorati, altre volte già tracciati, della libertà e dei diritti, della democrazia e della giustizia.
Per noi, per la nostra generazione degli anni ’60 e ’70, la libertà è stata il simbolo della nostra vita, quella libertà di cui sentivamo il bisogno nel secolo scorso, quella libertà che emancipava giovani uomini e giovani donne.
Quella libertà che i nostri genitori, i nostri nonni chiedevano prima di noi e che non sempre e non tutti hanno potuto usufruirne.
Quando penso alla libertà in questi anni 2000, penso alla libertà di organizzazione, alla libertà dei ragazzi imprigionati nella precarietà, a chi lavora senza la libertà di lottare per paura della disoccupazione, a chi viene nel nostro paese senza la libertà di chiedere asilo e comprensione, alle donne alle quali viene tolta la libertà da uomini violenti, proprio perché volevano la loro libertà.
Agli anziani, quelli soli, ai quali viene tolta la libertà di sognare, la libertà di vivere in dignità la vecchiaia, perché il loro reddito è troppo misero.
Quando penso alla democrazia penso che non ha età, la democrazia è la spina dorsale che tiene in piedi ogni generazione.
La democrazia è il pilastro dell’uguaglianza, è il pilastro della nostra Costituzione, è il pilastro dello Statuto dei lavoratori, della legge di parità, delle conquiste civili degli anni ’70 come il divorzio, la maternità libera e consapevole.
E’ il pilastro che ha sostenuto il ruolo di rappresentanza dei delegati sindacali nei posti di lavoro.
E’ il pilastro che consente alle nostre leghe di stare accanto agli anziani per aiutarli.
La democrazia e la libertà sono il pilastro del Manifesto di Altiero Spinelli per una Europa senza confini, senza fili spinati, senza muri, senza nuovi campi di concentramento, contro ogni violenza, nazionalismi e xenofobie.
La democrazia è una strada senza buche, ove ognuno può correre senza paura di cadere nel buio che ha sconvolto l’Europa ’70 anni fa.
La democrazia è sconfiggere il terrorismo, quello che sparge paura e sangue, fanatismo e disumanità.
La democrazia è il nostro impegno contro tutte le mafie e la criminalità, è il nostro impegno nei campi della legalità giovani, studenti e anziani insieme è una realtà straordinaria voluta dallo Spi (a partire dalla Toscana), poi si sono aggiunte altre organizzazioni.
La democrazia è il nostro sostegno all’ANPI per non dimenticare resistenza e Costituzione.
Quando penso alla giustizia penso che senza giustizia non c’è né uguaglianza né libertà, né democrazia.
La giustizia è un valore che non si conquista una volta per sempre, lo sappiamo bene, noi che per difendere chi rappresentiamo dalle troppe ingiustizie lottiamo da anni.
La giustizia è un valore da difendere e rinnovare ogni giorno, in ogni contesto, con grande autonomia, in ogni campo delle nostre battaglie.
Vedete compagni e compagne, la giustizia viene invocata e predicata da tutti, specialmente da chi guadagna oltre 10-15 mila euro al mese e spiegano a noi che i pensionati e i giovani hanno diritto ad un reddito più che dignitoso, ma mai una volta mettono a disposizione, neppure a parole, una parte dei loro privilegi.
La giustizia è solo quella che difende i deboli contro i prepotenti e i potenti, la giustizia è quella che sceglie come simbolo della sua bandiera la distribuzione equa e democratica della ricchezza, è quella che combatte illegalità, immoralità, sprechi e soprusi.
La giustizia significa non lasciare mano libera a certi imprenditori e a certe imprese di fare ciò che vogliono nei posti di lavoro, calpestando diritti e sicurezza fisica e ambientale di chi lavora, oppure quelle imprese che pensano solo ai loro profitti e non alla competitività e alla occupazione.
La giustizia è quella che protegge i bambini e i vecchi dalle ingiustizie che si infilano nella società, a volte mascherata da un calcolato buonismo di mercato, che noi, voi combattete ogni giorno nei territori e nelle leghe.
La giustizia è il lavoro che svolge il nostro Auser, da solo e con noi, con i suoi tanti volontari.
Ecco, lo Spi, con tutta la sua storia, quella dei suoi iscritti, militanti, dirigenti, è tutto questo: Libertà, Democrazia, Giustizia, e ne siamo orgogliosi.
Lo Spi, con la sua lunghissima e grande storia di quasi 70 anni (1948) è la storia della Cgil e lo sarà sempre.
Lo sarà con la sua grande capacità e generosità, con il suo profondo senso di confederalità, perché lo Spi è confederalità.
La nostra idea di confederalità, la nostra volontà di contrattare ci ha fatto crescere, ha rafforzato la nostra identità proprio con la contrattazione sociale e le battaglie di categoria generale sindacalmente attiva, di lotta e di memoria, che ci ha dato la forza del nostro viaggio, perché noi siamo Liberi, Ribelli e Resistenti.
Noi siamo fra le pochissime strutture che fa vivere il coordinamento donne e che dobbiamo rilanciare come abbiamo detto il 13 dicembre scorso salutando Mara. Valorizzare il lavoro del Coordinamento non è un impegno fra i tanti, è indispensabile.
Sono certa che il nuovo Segretario generale sarà attivo e attento molto più di me.
Ma lo Spi è una categoria che non ha mai lasciato sole le categorie degli attivi e non le lascerà mai, perché le loro battaglie, per i diritti, per l’occupazione, per i rinnovi contrattuali sono anche nostre.
Ma lo Spi è il Sindacato che più di altri ama e amerà sempre i giovani, e non solo perché sono i nostri figli e nipoti, ma perché nei loro sogni e nei loro desideri per un futuro limpido e sgombro da nuvole, ritroviamo da una parte quelle tre parole: Libertà, Democrazia, Giustizia, dall’altra perché in loro, ritroviamo la nostra freschezza, la nostra voglia di cambiare il mondo quando avevamo 20 anni e tutto ci sembrava possibile e non ci siamo mai arresi.
Per questo proviamo una grande sofferenza quando ci accusano di essere egoisti e di rubare il futuro ai giovani.
Una grande bugia, una vergognosa accusa, una fiera di ipocrisie.
I più grandi complici e amici dei bambini sono le nonne e i nonni, i più grandi alleati dei giovani verso le loro speranze sono le persone di una considerevole età.
Siamo noi! E’ lo Spi!
Noi siamo così, alla faccia dell’ignoranza, della cattiveria, che insieme determinano stupidità perenne.
Ma noi siamo anche il sindacato della memoria. La memoria, come dice sempre una persona che vive con me, non è una malattia degli anziani, NO, la memoria è storia, sono ricordi, è la cerniera che tiene insieme passato e futuro, la vita che continua e il passato che non muore, è la vitamina che fa crescere le generazioni.
E, come mi ha spiegato un compagno, la memoria è così importante che ogni volta che un anziano ci lascia, se ne va, è come se bruciasse una biblioteca. Per questo la memoria va tenuta sempre viva, affinché la biblioteca del mondo non bruci mai.
Il nostro viaggio a Cracovia (Auschwitz – Birkenau) è una memoria custodita nella scatola rossa del nostro cuore.
In una Europa piena di pericoli per tentativi di ritorni di xenofobia, nazionalisti, razzismi e terrorismi, fili spinati e violenze, violenza alle donne, il ricordo di ciò che non deve più tornare è fondamentale.
Per questo occorrono 100-1000 viaggi con i giovani ad Auschwitz e nei luoghi delle volenze delle belve umane per conoscere cosa è stato il più grande inverno della democrazia in Europa.
Un inverno che non deve più tornare.
Ogni iniziativa sulla memoria, nazionale e dei territori, ogni iniziativa per non dimenticare sarà sempre nel baule dei miei ricordi, nei ricordi di tutti noi. Casa Cervi, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Risiera di San Saba, Binario 21 Milano, Strage del Quadraro di Roma, il Convegno con la Di Vittorio “Guerra e Pane” a Gorizia. I tanti ricordi su Di Vittorio. Le lotte delle donne partigiane. Iniziativa sulla Costituzione. La Repubblica dei bambini a Teramo. Tante, tantissime, l’elenco è lungo e coinvolge ogni Regione.
Ma ricordo anche Piazza della Loggia, la stazione di Bologna, le iniziative con le scuole, Portella della Ginestra. La Resistenza nel Mezzogiorno a Barletta, a Napoli. I Partigiani di ogni luogo d’Italia.
Nel baule dei miei ricordi ci sono tutte le iniziative alle quali ho partecipato in tutti i territori: Congressi, direttivi, assemblee di Lega, convegni, comizi di piazza, incontri con tutti voi.
Nel baule dei miei ricordi c’è la rabbia per ogni volta che gli anziani venivano e vengono colpiti da decisioni ingiuste dei vari Governi, e c’è la sofferenza per non essere riuscita a risolvere tutti i problemi vecchi e nuovi e mi dispiace di lasciarne tanti, perché non siamo ancora fuori dal tunnel della crisi, ma ho la lucida e concreta speranza che usciremo in piedi da questo tunnel! Anche presto!
Ci riusciremo se sapremo continuare a svolgere il nostro ruolo di sindacalisti che cercano di costruire accordi utilizzando confronti e conflitto quando serve.
Nel baule dei miei ricordi c’è Giovanna. La Giovanna partigiana che al nostro Congresso del 2010 ci spiegò come all’età di 98 anni girava per le scuole a spiegare ai ragazzi la Resistenza e i valori della Costituzione.
Prima di morire all’età di quasi 102 anni Giovanna mi ha regalato un pupazzetto alto 10 cm, una piccola bambola costruita da lei con l’uncinetto e che ha chiamato Carlotta e che io custodisco come una reliquia.
Ve la ricordate Giovanna? Piccola grande donna comunista, iscritta e militante dello Spi di Roma.
Fra i miei ricordi ci sono i nostri Congressi ai quali hanno partecipato tutti i Segretari generali di tutte le categorie e confederali (mai successo!) in segno di attenzione e di rispetto verso lo Spi e i suoi militanti e dirigenti.
Fra i miei ricordi ci saranno sempre le Feste di LiberEtà a Taranto, Salerno, Perugia, Palermo, Reggio Emilia, Genova.
Feste importanti, con messaggi mai banali.
Care compagne e compagni, rafforzate la rivista, aiutatela a diffondersi, assumetevi l’impegno affinché in ogni lega, nelle case dei nostri pensionati vi sia la voce di LiberEtà. E’ una rivista che parla di noi e a noi. Rafforziamola ovunque.
Nei miei ricordi c’è Piazza Navona, Il Pantheon, Piazza del Popolo “Nessun dorma” vi ricordate?, le tre assemblee unitarie. Tutti luoghi che hanno ospitato le nostre lotte e le nostre proteste.
Nei miei ricordi rimarrà sempre la dialettica con la Cgil, mai personale e mai distruttiva.
Una dialettica che a volte mi ha portato amarezza, ma molte volte soddisfazioni e risultati positivi per lo Spi e anche per la Cgil.
Una dialettica solo finalizzata al pieno riconoscimento anche da parte della Cgil dell’impegno e del ruolo dello Spi, ovunque al nazionale e nei territori.
La nostra è sempre stata una dialettica di squadra, mai individuale.
Ogni osservazione mossa alla Cgil era frutto di preoccupazioni collettive.
Oggi lo Spi ha un grande e meritato riconoscimento, e la proposta a Segretario generale dello Spi per il 3 febbraio, una proposta del Centro Regolatore scelta all’interno della Segreteria nazionale dello Spi, ne è la indiscutibile dimostrazione.
Considero questa scelta, quella che sarà sottoposta al voto del 3 febbraio, un riconoscimento non alla Segreteria nazionale, ma a tutte le strutture dello Spi, perché la Cgil, in questo modo riconosce non solo al compagno che viene proposto, ma a tutti noi il grande impegno politico positivo di questi anni difficili.
Nei miei ricordi ci saranno sempre le compagne e i compagni del territorio e del Centro nazionale che se ne sono andati, volati via per sempre.
Nei miei ricordi continuerete ad esserci voi e naturalmente tutte le compagne ed i compagni con i quali ho lavorato in Cgil e nel palazzo di Via dei Frentani.
L’elenco è lungo, ma colgo l’occasione per scusarmi con chi mi ha sopportata per 15 lunghi anni, parlo di Manuela, una dolce, straordinaria, efficiente ragazza che mi ha sempre aiutata senza mai lamentarsi, senza mai chiedere nulla, e senza mai risparmiarmi nulla a partire dalle critiche quando le meritavo. Manuela è l’unica che riesce a farmi stare zitta!
Ma parlo anche di Lorenzo, il mio prestigioso manager che mi ha lanciata come star televisiva. Senza di lui sarei ancora ferma ai programmi radiofonici o a qualche pur importante intervista su l’Unità. Lorenzo ha organizzato le mie “apparizioni” televisive con professionalità e precisione anche intervenendo, quando necessario, sul mio look!
Voglio parlare però anche di Claudio Cola, rigorosissimo Direttore e Amministratore dello Spi che ha sostituito Spadaro mandato in missione in Puglia ed oggi in Campania.
Sulla Moto-Guzzi di Cola, nei brevi tragitti romani, mi sono sentita come una diciottenne. Come guida la moto Claudio per Roma non c’è nessuno, nelle curve è splendido!
Parlo di tutte le ragazze dell’apparato tecnico, nessuna esclusa, dei portieri, di tutti i funzionari e le funzionarie dei vari dipartimenti che voi conoscete e che sono tutte e tutti preziosissimi.
Parlo della rivista di LiberEtà, del Centro Congressi, della Radio e di Daniela la nostra dottoressa, e naturalmente della Segreteria, compagne e compagni vecchi e nuovi con i quali ho lavorato sempre bene e sempre in armonia e affetto sincero. Delle sorprese amare ho dimenticato il nome.
Qualche precisazione voglio però farla rispetto ai compagni di Segreteria.
Di uno in particolare, ne parleremo il 3 febbraio, il nome non si può svelare, è un segreto! Credo però che Baseotto ci dirà qualche cosa.
Gli altri, li abbraccio tutti, con stima ed amicizia e non si offenderanno se ne cito solo uno per tutti e tutte, Attilio Arseni, un compagno generoso e determinato, leale e sincero.
Attilio per me è sempre stato e sempre sarà un amico, un fratello, e quando gli impegni europei mi lasceranno il tempo per frequentare il mio nuovo ufficio al IV° piano dello Spi, continueremo a fare un’amichevole gara a chi arriva prima al mattino, sempre prima delle 7.00, caffè, sigaretta, giornali e via …… la giornata comincia ognuno nel proprio ruolo!
Quello che non mi mancherà, lo so con certezza, è il vostro affetto, e l’aiuto che alcuni di voi continueranno a darmi negli organismi della Federazione Europea dei pensionati a Bruxelles.
Uno di questi è sicuramente Melgari che, purtroppo per lui, dopo 8 anni con Renata, ora deve badare anche alla sottoscritta. Praticamente un sant’uomo!
Io lascio l’incarico di Segretario generale dello Spi, ma non lo Spi.
Sono molto serena e molto contenta del mio impegno in Europa perché so che lo Spi, la Fnp e la Uilp ci sono e mi sosterranno con lealtà.
La stima reciproca di Bonfanti e di Bellissima e delle rispettive segreterie sono un sostegno. Questo è il frutto dell’unità sindacale che tutti insieme abbiamo cercato e voluto e che intendiamo mantenere.
Alla Cgil, a Nino Baseotto dico solo che questo Spi è un forte pilastro della Cgil, un pilastro che contratta, categoria generale sindacalmente attiva, non una fedele truppa di sostegno, ma autonoma nella sua analisi, non indipendente, ma categoria che ha costruito negli ultimi anni una sua precisa e forte identità, forte del suo essere categoria confederale non per la Cgil ma della Cgil.
Solo i poveri di intelligenza non se ne sono accorti. Ma per fortuna sono pochi!
Noi siamo Cgil e la Cgil è lo Spi, questo è ciò che pensiamo perché noi siamo uomini e donne che hanno scelto moltissimi anni fa di essere Cgil attraverso le categorie e le strutture che abbiamo incontrato e per le quali abbiamo dedicato gii anni del lavoro e oggi della pensione.
Possono esserci stati momenti di scontri, o incomprensioni, anche di incompatibilità di carattere, ma i dirigenti passano e la Cgil resta! Questo è lo Spi.
Nell’ultimo mese ho incontrato dirigenti sindacali dei vari paesi europei, greci, francesi, olandesi, spagnoli, serbi, e mi sono resa conto che abbiamo tutti gli stessi problemi sindacali sociali e di vita.
Ho scelto l’Europa perché penso di poter dare un contributo, malgrado gli anni che pesano, anche se cerco sempre di ingannarvi dimostrando energia e volontà.
Però, vedete, gli anni della vecchiaia sono diversi dagli anni della giovinezza, però mi sento così giovane dentro che i miei anni veri me li sono scordati, so che molti di voi si sentono così, come me.
Avanti quindi che la vita continua! E noi continueremo con la forza del nostro viaggio!
Grazie a tutti per questi meravigliosi anni, anni che ci hanno tenuto insieme, coinvolgendoci e legandoci nelle battaglie della nostra vita sindacale.
Gli anni migliori della nostra vita sono stati anche questi.
Certo, è più facile sostenere che i migliori anni sono stati quelli dei nostri 20 anni, più complicato sostenere gli anni maturi, quelli d’argento e d’oro. Però vedete, se sono d’argento e d’oro ci sarà un motivo, e il perché è lì da vedere: sono anni che brillano di luce luminosa, quella luce che illumina il cammino di chi ha superato molti decenni di vita e molti ancora intende superarne.
Infatti abbiamo tante cose da fare, e vogliamo continuare ad impegnarci per dare forza e autorevolezza al sindacato, per dare spazio e ruolo ai giovani, agli studenti, per difendere i diritti di chi lavora, e di chi lo cerca, per sostenere nelle assemblee la proposta della Cgil di nuovo Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici, impegnandoci affinché con il nuovo Statuto si possa riconquistare la forza per cambiare il modello di società, per sconfiggere l’antipolitica e sostenere la politica pulita che rispetti i valori e il ruolo del sindacato.
Per sostenere i partiti democratici contro la destra populista che butta la sabbia negli occhi di molti, perché la crisi fa male.
Noi siamo cresciuti occupandoci anche di politica negli anni ’60-’70-’80.
La Cgil ha dovuto spesso sostituirsi alla politica, per questo dobbiamo dialogare con la politica perché abbiamo le carte in regola per pretendere sia il confronto alla pari che rispetto verso il ruolo e la storia del sindacato italiano.
Sia Di Vittorio che Lama e Trentin sapevano quanto il rapporto con la politica fosse utile alla classe lavoratrice purché esercitato in piena autonomia e rispetto di rappresentanza.
Pizzinato, che ringrazio per la sua presenza, ci ricorda sempre il valore dell’autonomia. Autonomia, sempre non c’è alcun dubbio, altra cosa è pensare di essere autosufficiente. Io ritengo che pensare di essere autosufficienti, di fare a meno della politica, sia un errore che pagano prima di tutto i lavoratori e i pensionati.
Dobbiamo essere un sindacato che propone, contratta, trova le mediazioni e cerca di fare accordi condivisi e quando necessario organizza la mobilitazione a sostegno degli obiettivi. Questo ci dice la ricerca che abbiamo presentato, questo vogliono i nostri iscritti, questa deve essere la priorità di un dirigente sindacale, questa è la nostra idea di democrazia e partecipazione.
Termino qui il mio saluto.
Il 3 febbraio, alla presenza di Susanna Camusso, parlerò solo per fare gli auguri al nuovo Segretario generale.
So di lasciare lo Spi in ottime mani. Con Ivan, Attilio, Sergio, Lucia e tutti voi del Centro nazionale e dei territori, regionali e comprensori, dei compagni e delle compagne delle Leghe.
Carissimi, ho provato a dirvi ciò che sento e penso e sicuramente ho dimenticato molte cose, non abbiatene a male! Che volete, la dimenticanza fa parte dei pregi e dei difetti di una certa età.
Vi abbraccio tutte e tutti, buon proseguimento, voi qui, io in Europa ma sempre con voi, con il cuore e con tutto il mio profondo affetto.

 

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