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Assistenza domiciliare non autosufficienti. Pubblicato il bando INPS Home Care Premium 2017

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Tre milioni di italiani non autosufficienti, tra loro due milioni e mezzo di anziani, moltissimi ultraottantenni il cui numero nel giro di pochi anni è destinato a triplicarsi: un'emergenza di fronte alla quale lo Stato italiano si sta facendo trovare impreparato, scaricando tutto sulle famiglie.

"La popolazione sopra gli 85 anni da 1,7 milioni passerà a 6 milioni nel 2060 secondo le previsioni demografiche": a lanciare l'allarme è il presidente dell'Inps Tito Boeri, che nel presentare "Home Care Premium 2017", un programma tagliato su misura per assistere i non autosufficienti e rafforzare il welfare per le famiglie degli impiegati pubblici, esprime l'auspicio che un progetto di questo tipo possa anche essere pensato per tutti gli altri lavoratori.

In fretta, anche, perché già adesso le "cure informali" pesano fin troppo soprattutto sulle donne, impedendo loro di trovare uno spazio adeguato nel mondo del lavoro.

E stanno erodendo i risparmi delle famiglie, arrivando a impoverirle, visto lo scarso contributo pubblico: si trovano in questa situazione già ben 561.000 famiglie, ha ricordato Boeri.

E quindi il rilancio di "Home Care Premium", un programma che, essendo stato ereditato dall'ex Inpdad, l'istituto di previdenza degli impiegati pubblici, da qualche anno confluito nell'Inps, ed essendo finanziato esclusivamente con le buste paga del pubblico impiego (un prelievo obbligatorio dello 0,35% dai salari e dello 0,15%, volontario, sulle pensioni), è limitato alla P.A., è soprattutto l'occasione per ricordare che nei prossimi anni l'assistenza agli anziani e ai disabili "non potrà più basarsi sulle cure informali, occorre la presa in carico di queste persone da parte dell'assistenza pubblica".

 

Al momento "Home Care Premium" può contare su un fondo di 220 milioni, che l'anno prossimo arriverà a 300.

Una bella cifra se si considera che il Fondo nazionale per la non autosufficienza (che in teoria dovrebbe occuparsi di tutti i cittadini italiani) nel 2016 ha ricevuto uno stanziamento di 400 milioni di euro.

I servizi principali erogati sono costituiti dal rimborso delle spese sostenute per l'assunzione di un assistente familiare (per il dipendente o ex dipendente disabile, un suo familiare di primo grado, il coniuge e da quest'anno un affine anche se non convivente e il convivente di fatto) e una serie di servizi socio-assistenziali che vengono forniti in convenzione con gli "Ambiti territoriali" o dagli enti pubblici convenzionati (che si aggiudicano i servizi partecipando a un bando).

In assenza di convenzioni, l'assistito godrà di un'indennità personale maggiorata. Si conta che i beneficiari possano essere circa 30.000.

Per determinare l'indennità dovuta si terrà conto del grado di disabilità e del reddito, determinato sulla base dei valori dell'ISEE.

La cifra massima erogabile può arrivare, per un disabile gravissimo con un reddito inferiore agli 8.000.000 euro annui, a 1.050 euro al mese.

Molta attenzione viene posta ai servizi integrativi, anche per favorire i rapporti con gli enti locali e per spingerli a erogare servizi di sollievo e di supporto a domicilio, che non necessariamente sono rivolti agli anziani: si ipotizzano anche servizi di logopedia per i bambini con difficoltà di apprendimento per esempio.

E ai giovani sono anche destinati una parte dei fondi (che arrivano a circa 400 milioni, in tutto): sempre per i dipendenti pubblici ci sono borse di studio e programmi per lo studio e il soggiorno all'estero, oltre che corsi di aggiornamento professionale per i lavoratori. E infine sono previsti prestiti e mutui agevolati.

Le domande vanno presentate dalle 12 del 1 marzo alle 12 del 30 marzo: la graduatoria verrà pubblicata entro il 20 aprile.

fonte " http://www.repubblica.it "

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